Stop alle copie dei documenti di identità

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16 maggio 2026 — Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato una nota di chiarimento per regolamentare il trattamento dei documenti di identità degli ospiti nelle strutture ricettive (alberghi, B&B, affittacamere, ecc.). L’obiettivo è limitare la circolazione delle copie dei documenti allo stretto necessario per adempiere agli obblighi di legge, riducendo i rischi di furto d’identità e violazioni della privacy.

Cosa dice la normativa?

La raccolta dei dati degli ospiti è obbligatoria ai sensi dell’art. 109 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), che impone ai gestori di strutture ricettive di comunicare all’autorità di pubblica sicurezza le generalità degli alloggiati (cognome, nome, data di nascita, estremi del documento, ecc.). Tuttavia, non è prevista la conservazione delle copie dei documenti da parte delle strutture: i dati devono essere trasmessi tramite il portale “Alloggiati Web” del Ministero dell’Interno, che li conserva per 5 anni.

Cosa cambia per alberghi e B&B?

Il Garante sottolinea che:
È vietato conservare copie (fisiche o digitali) dei documenti di identità dopo l’invio dei dati al sistema “Alloggiati Web”.
È vietato acquisire immagini dei documenti tramite foto con smartphone o servizi di messagistica (es. WhatsApp).
È obbligatorio cancellare o distruggere le copie dei documenti immediatamente dopo la ricezione della ricevuta di trasmissione.
È necessario informare gli ospiti sulle modalità di trattamento dei loro dati e responsabilizzare il personale addetto.

Rischi e sanzioni

Le strutture che non rispettano queste regole rischiano:

  • Violazioni del GDPR (Regolamento UE 2016/679), con possibili sanzioni amministrative.
  • Obbligo di notifica al Garante in caso di data breach (perdita o furto di dati) entro 72 ore.
  • Responsabilità civile e penale per danni derivanti da uso illecito dei dati.

Cosa devono fare le strutture?

  1. Formare il personale sul divieto di conservare copie dei documenti.
  2. Evitare scanner o app che memorizzano immagini dei documenti, a meno che non cancellino automaticamente i file dopo l’invio.
  3. Regolamentare i rapporti con fornitori di servizi di prenotazione (es. Booking, Airbnb) per garantire la conformità al GDPR.
  4. Informare gli ospiti in modo chiaro e trasparente.

Fonti ufficiali

Per approfondire, consultare il documento integrale del Garante Privacy:
🔗 https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10244289